CARPANEA
di e con Davide De Togni
tratto da “Cuori in Carpanea” di Gianni Ferrante
Durata 75’ | età 14+
La trama
“Carpanea” è un viaggio nelle storia di una famiglia vissuta nelle Grandi Valli Veronesi, tra il 1530 e i primi del ‘900, i Ferrantis. Tramite i ricordi di questa gente attraverseremo i luoghi e i momenti cruciali della storia che hanno segnato la Pianura.
Il linguaggio è quello del grottesco: un teatro di racconto e di corpo, dove i vari personaggi si alterneranno utilizzando l’ironia e la saggezza popolare.
La storia di svilupperà in più quadri, guidati da un narratore che veste i panni di un asino: uno degli animali simbolo della nostra terra.
Viaggeremo attraverso momenti storici come: la peste del 1630; l’invasione di Napoleone nel 1796; “l’anno senza estate” del 1816; e attraverso leggende e tradizioni del passato, ma soprattutto tra sofferenze e gioie di una famiglia.
Il progetto
L’idea di lavorare a questo progetto nasce grazia all’incontro con Gianni Ferrante, scrittore di Villa Bartolomea. Gianni per anni ha ascoltato e trascritto le storie della sua famiglia, poi integrando con ricerche negli archivi di Venezia, donandoci così una fessura dalla quale vedere il tempo passato: “Cuori in Carpanea”.
Un altro innesco sono state sicuramente le vicende che hanno segnato la mia famiglia durante la Seconda Guerra e che hanno smosso in me il desiderio profondo di sapere cosa è stato prima di noi. E quando si parla di tradizione, di cultura e di saggezza popolare di queste zone, non si può non pensare a Dino Coltro.
“Carpanea” è un viaggio nelle storia di una famiglia vissuta nelle Grandi Valli Veronesi, tra il 1530 e i primi del ‘900, i Ferrantis. Tramite i ricordi di questa gente attraverseremo i luoghi e i momenti cruciali della storia che hanno segnato la Pianura Veronese. Il linguaggio è quello del grottesco: un teatro di racconto e di corpo, dove i vari personaggi si alterneranno nel racconto utilizzando l’ironia e la saggezza popolare.
In contrasto l’utilizzo di musiche appartenenti alla nostra epoca per creare un “ponte”.
La storia di svilupperà in più quadri, guidati da un narratore che veste i panni di un asino: uno degli animali simbolo della nostra terra.
Viaggeremo attraverso momenti storici come: la peste del 1630; l’invasione di Napoleone nel 1796; “l’anno senza estate” del 1816; e attraverso leggende e tradizioni del passato, ma soprattuto tra sofferenze e gioie di una famiglia.
Raccontare una vita passata per svelare che si tratta della stessa umanità, con le stesse esigenze e le stesse paure. Per non dimenticare chi è passato prima di noi, perché le loro azioni, le loro lotte, il loro amore ci hanno permesso di vivere nel Mondo che abbiamo ora. Nel bene e nel male. La consapevolezza della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra cultura ci riavvicina come esseri umani e questo Dino Coltro lo sapeva bene.








